Bolas criollas (le bocce creole): da dove viene?
Le bolas criollas vengono dal Venezuela, dove sono amatissime nei Llanos e nelle campagne. Due squadre fanno rotolare a turno grosse bocce rosse e verdi su un campo di terra, cercando di fermarle il più vicino possibile a un piccolo boccino di ferro, il mingo.
Un gioco dell’epoca coloniale
Gli antenati del gioco sono le bocce europee. Secondo una scheda sportiva del governo venezuelano, le prime notizie precise parlano di un frate spagnolo che lo portò in Venezuela durante la conquista spagnola. All’inizio si giocava con bocce di legni durissimi come la vera e il guayacán, e per distinguere le squadre si dipingeva una croce sulle bocce di una e si lasciavano lisce quelle dell’altra. Il gioco divenne davvero popolare dagli anni 1930, e oggi è uno dei grandi simboli della cultura llanera.
Mingo, arrime e boche
Il campo è un rettangolo piano di terra battuta, sabbia o argilla, idealmente di circa 20 metri per 30, con una sponda di tronchi o assi. Le squadre, di due giocatori, hanno otto bocce pesanti ciascuna. Un giocatore lancia il mingo, che non supera i 5 cm di diametro, poi le squadre tirano a turno, con il palmo rivolto verso il basso. Un arrime è un tiro dolce che si ferma accanto al mingo; un boche è un tiro forte che allontana una boccia avversaria. Vince la prima squadra che arriva a 20 punti.
Perché si pensa all’Italia o alla Francia
Le bolas criollas somigliano molto ai giochi di bocce europei, come le bocce e la pétanque, così molti pensano all’Italia o alla Francia. Le loro radici stanno davvero nei vecchi giochi di bocce europei, ma in Venezuela sono diventate uno sport a sé. Nel 1956 fu fondata la Federazione venezuelana di bolas criollas, guidata da Lorenzo Rivas, dentista e appassionato giocatore. Lo stesso anno una riunione nello stato di Lara raccolse tutti i regolamenti esistenti e li fuse nel primo regolamento ufficiale.
Fonti: en.wikipedia.org ↗ · es.wikipedia.org ↗ · web.archive.org ↗