Poke: da dove viene?
Il poke viene dalle Hawaii. Il suo nome è la parola hawaiana per «affettare» o «tagliare di traverso a pezzi», e nacque come pesce fresco tagliato e mangiato crudo con sale marino, alghe e noce di kukui tostata, molto prima che la poke bowl facesse il giro del mondo.
Pesce crudo, sale e alghe
Nelle antiche Hawaii gran parte delle proteine veniva dal mare, e il pesce crudo fresco era una prelibatezza. I pezzi tagliati dal pescato si mangiavano come spuntino, conditi con sale marino, limu (alghe commestibili) e ʻinamona, noce di kukui tostata con sale. La maggior parte del pesce veniva da vivai, barriere coralline e acque basse; con il sistema kapu, la pesca d’altura oltre la barriera era riservata ai capi. William Ellis annotò che gli europei impararono l’abitudine hawaiana di addentare un pesciolino crudo sulla barriera.
Nuovi ingredienti, nuovo nome
Il capitano Cook portò semi di cipolla nel 1778, e la cipolla diventò un’aggiunta molto amata. Dalla metà dell’Ottocento arrivarono immigrati dalla Cina e dal Giappone a lavorare nelle piantagioni, portando salsa di soia e olio di sesamo, e i cuochi giapponesi aggiunsero salsa di soia a cubetti di tonno ʻahi. Il nome del piatto potrebbe essere piuttosto recente: la storica dell’alimentazione Rachel Laudan ipotizza che «poke» indichi questo piatto forse solo dagli anni 1960. La forma attuale diventò popolare negli anni 1970, quando arrivò anche nei supermercati.
Perché si pensa al Giappone
Il poke somiglia al sashimi giapponese, e oggi è spesso condito con salsa di soia e servito su riso. L’influenza giapponese sulla pesca hawaiana è reale: negli anni 1920 e 1930 quasi tutti i pescherecci nelle acque delle Hawaii appartenevano a pescatori giapponesi, e molti pesci locali hanno ancora sia un nome hawaiano sia uno giapponese. Ma tagliare il pesce crudo e condirlo con sale, alghe e noce di kukui è un’abitudine hawaiana più antica dell’arrivo del capitano Cook.
Fonti: en.wikipedia.org ↗ · blog.bishopmuseum.org ↗ · honolulumagazine.com ↗