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Açaí: da dove viene?

L’açaí viene dall’Amazzonia orientale, dove la palma di açaí cresce nelle pianure alluvionali attorno alla foce del Rio delle Amazzoni, nel Pará, in Brasile. Le famiglie del posto ne mangiano i piccoli frutti nero-violacei da secoli, molto prima che diventasse in tutto il mondo una dolce coppa ghiacciata.

Una palma delle foreste di marea

La palma di açaí, Euterpe oleracea, è originaria dell’Amazzonia orientale, che l’Embrapa, l’ente brasiliano di ricerca agricola, considera il suo centro d’origine e di diversità genetica. I suoi tronchi sottili superano i 25 metri d’altezza, soprattutto in paludi e pianure che le maree allagano di continuo. Ogni grappolo porta da 500 a 900 piccoli frutti rotondi. Studi archeologici suggeriscono che i popoli amazzonici possano aver contribuito a rendere così comune la palma coltivandola, mangiandola e diffondendola negli ultimi cinque-diecimila anni.

Un pasto, non uno sfizio

In Amazzonia l’açaí fa parte del pasto principale, servito con pesce o carne e farina di manioca. Divenne un alimento base delle pianure alluvionali intorno al XVIII secolo; in uno studio su tre comunità fluviali tradizionali arrivava fino al 42% di tutto il cibo consumato, in peso. Il suo consumo nelle città e la sua promozione come alimento salutare iniziarono solo a metà degli anni 1990. Il Pará coltiva tra il 90 e il 95% dell’açaí brasiliano, e nel vicino Amapá se ne mangia di più a persona, circa 26 litri all’anno.

Perché si pensa alla California o alle Hawaii

All’estero l’açaí è noto soprattutto come açaí bowl: polpa surgelata frullata densa, spesso zuccherata e guarnita con granola e banana. Fuori dal Brasile le bowl presero piede prima alle Hawaii e nella California meridionale, ma l’idea è brasiliana. Negli anni 1980 la famiglia Gracie, nota per le arti marziali e originaria di Belém, nel Pará, promosse l’açaí come bevanda energetica o schiacciato con granola e banane. Le importazioni negli Stati Uniti iniziarono intorno al 2000, e le esportazioni brasiliane di açaí passarono da 60 kg nel 1999 a oltre 15.000 tonnellate nel 2021.

Fonti: en.wikipedia.org › Euterpe oleracea ↗ · en.wikipedia.org › Açaí na tigela ↗ · en.wikipedia.org › Gracie family ↗ · infoteca.cnptia.embrapa.br ↗

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