Danza del drago: da dove viene?
La danza del drago viene dalla Cina. Le sue radici risalgono a più di 2.000 anni fa, alla dinastia Han, quando le danze con figure di drago facevano parte dei riti per chiedere la pioggia; oggi squadre di danzatori portano lunghi draghi su pali nelle parate del Capodanno in tutto il mondo.
Draghi per la pioggia e per lo spettacolo
Nell’antica Cina il drago era legato alla pioggia. Il pensatore Dong Zhongshu, degli Han occidentali, vissuto dal 179 al 104 a.C., scrisse che in tempo di siccità si facevano figure di drago in argilla e la gente danzava tra loro. Il pubblico Han assisteva anche agli spettacoli di varietà baixi, in cui gli artisti si travestivano da bestie, pesci e draghi; Zhang Heng ne descrisse uno vestito da drago verde che suonava il flauto. I rilievi in pietra Han suggeriscono che questi primi draghi fossero oggetti di scena più pesanti di quelli odierni.
Una squadra gli dà vita
Un drago moderno è un lungo corpo serpentiforme fatto di sezioni su pali, con una testa e una coda, un tempo costruito con legno, cerchi di bambù e stoffa e oggi spesso con alluminio e plastica. Una squadra esperta lo muove a tempo di tamburo, in figure come «il drago insegue la perla». I draghi acrobatici sono lunghi circa da 25 a 35 metri. Sun Loong, di Bendigo, in Australia, era il drago più lungo del mondo quando fu realizzato nel 1970: circa 100 metri.
Perché si dice Vietnam o Giappone
Entrambi i paesi hanno danze del drago molto note. In Vietnam il múa rồng si esegue per il Tết, il Capodanno lunare, e per la festa di metà autunno. In Giappone il ja odori, o «danza del serpente», è una delle principali attrazioni del festival Kunchi di Nagasaki, ma fu eseguito per la prima volta da residenti cinesi che si erano stabiliti nel porto. A differenza della danza del leone, che ha molte versioni locali in tutta l’Asia, la danza del drago si è diffusa all’estero soprattutto con le comunità cinesi.