Karaoke (parola inglese): da dove viene?
La parola inglese karaoke viene dal Giappone. In giapponese significa «orchestra vuota», un nome per il canto su musica registrata invece che con una band dal vivo, e ha fatto il giro del mondo con le macchine per cantare che i bar giapponesi adottarono negli anni 1970.
Un’«orchestra vuota»
Karaoke unisce due parole giapponesi. Kara significa «vuoto», e oke è l’abbreviazione di ōkesutora, la forma giapponese della parola inglese orchestra: la parola tornata in inglese conteneva quindi già un pezzetto d’inglese. In Giappone apparteneva dapprima al mondo della radio e della televisione, dove indicava basi musicali economiche e già pronte, su dischi o nastri, usate al posto dei musicisti dal vivo. I dizionari inglesi datano la parola in inglese alla fine degli anni 1970.
Dai bar di Kobe al mondo
Daisuke Inoue suonava in una band nei bar e nei locali di Kobe. Un cliente gli chiese di suonare per lui durante un viaggio a cui Inoue non poteva partecipare, e lui gli mandò invece un nastro con la sua musica. Dal 1971 noleggiò ai bar macchine a gettoni fatte con un’autoradio, una cassetta per le monete e un piccolo amplificatore, che ebbero successo. Non le brevettò mai. Negli anni 1980 aziende giapponesi più grandi lanciarono apparecchi a LaserDisc con i testi sullo schermo, e il karaoke si diffuse in tutta l’Asia e oltre.
Perché si pensa alle Filippine
Anche le Filippine possono vantare un forte diritto sulla macchina. L’imprenditore e costruttore di pianoforti filippino Roberto del Rosario costruì dapprima il suo Sing-Along System come strumento didattico per gli allievi di canto della sua scuola di musica, poi dal 1975 lo adattò all’uso ricreativo dei dilettanti. Ottenne i brevetti nel 1983 e nel 1986. Queste macchine furono probabilmente inventate più di una volta, ma il nome che il mondo ha adottato è giapponese.
Fonti: en.wikipedia.org ↗ · etymonline.com ↗ · wipo.int ↗ · sg.emb-japan.go.jp ↗