Da dove vengono le parole
Molte parole di tutti i giorni sono nate lontano da dove le usiamo oggi. Ogni storia mostra dove si parlava la lingua d’origine di una parola quando è stata coniata o presa in prestito, e come ha viaggiato da lì.
20 storie da 6 continenti
- Africa · 3
- Asia · 6
- Europa · 4
- Nord America · 4
- Sud America · 1
- Oceania · 2
Aardvark (parola inglese)
📍 Regione del Capo, Sudafrica
Sembra olandese, ma aardvark («maiale di terra», perché scava tane) fu coniato in Sudafrica in afrikaans, la lingua nata dall’olandese dei coloni del Capo. L’inglese lo prese nel 1833, e l’animale vive solo in Africa.
Cola (parola inglese)
📍 Sierra Leone e Guinea, Africa occidentale
Le bibite alla cola prendono il nome dalla noce di cola, un seme ricco di caffeina di alberi delle foreste dell’Africa occidentale. La parola viene da lingue dell’Africa occidentale come il temne (kola) e il mandinka (kolo), e le noci di cola entrarono nella Coca-Cola nel 1886.
Safari (parola inglese)
📍 Costa swahili, Africa orientale
Safari in swahili significa «viaggio», detto di qualsiasi spostamento, anche in autobus, e viene dall’arabo safar. L’esploratore Richard Burton la introdusse in inglese alla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento.
Boondocks (parola inglese)
📍 Luzon meridionale, Filippine
Questo slang americanissimo per «in capo al mondo» è tagalog: i soldati statunitensi nelle Filippine, all’inizio del Novecento, impararono bundok, «montagna», e lo riportarono a casa come «the boondocks».
Bungalow (parola inglese)
📍 Bengala (India e Bangladesh)
Bungalow viene dall’hindi bangla, «bengalese», abbreviazione di una «casa in stile bengalese», bassa e col tetto di paglia. Gli anglofoni in India la usavano già negli anni Settanta del Seicento.
Cheetah (parola inglese)
📍 India settentrionale
Oggi la maggior parte dei ghepardi selvatici vive in Africa, ma il loro nome inglese è hindi: chītā, da una parola sanscrita che significa «variegato» o «screziato». Un tempo i ghepardi erano numerosi in India, e l’inglese prese la parola entro il 1704.
Curry (parola inglese)
📍 India meridionale
Curry viene da kari, parola che indica una salsa speziata in tamil e nelle lingue vicine dell’India meridionale. I mercanti portoghesi ne fecero caril, e l’inglese la prese da loro negli anni Novanta del Cinquecento.
Gung-ho (parola inglese)
📍 Cina orientale (Shanghai–Wuhan)
Gung ho è il cinese gōnghé, abbreviazione di «cooperativa industriale», nome di un movimento cinese degli anni Trenta. L’ufficiale dei Marines statunitensi Evans Carlson lo intese come «lavorare insieme» e ne fece il motto del suo battaglione.
Tycoon (parola inglese)
📍 Tokyo (Edo), Giappone
Tycoon è il giapponese taikun, «grande signore», titolo che negli anni Cinquanta dell’Ottocento gli stranieri davano allo shōgun del Giappone. Il segretario di Lincoln lo chiamò «the Tycoon» nel 1861; il senso di magnate arrivò dopo la Prima guerra mondiale.
Denim (parola inglese)
📍 Nîmes, Francia
I tuoi jeans sono un po’ francesi: «denim» è l’abbreviazione di serge de Nîmes, «saia di Nîmes», città della Francia meridionale. L’inglese aveva la parola già negli anni Novanta del Seicento, e nel 1789 le fabbriche americane tessevano già denim di cotone.
Jeans (parola inglese)
📍 Genova, Italia
Jeans risale a Genova (Gênes in francese): i mercanti inglesi chiamavano «Gene fustian» un robusto fustagno proveniente dal porto italiano, poi solo «jean», e già nel Cinquecento lo importavano in grandi quantità.
Smithereens (parola inglese)
📍 Irlanda
Smithereens viene dall’irlandese smidirín, «un piccolo frammento», da smiodar, «frammento», più il diminutivo irlandese -ín, la stessa desinenza di colleen. Compare in inglese all’inizio dell’Ottocento.
Tarantula (parola inglese)
📍 Taranto, Italia
Il nome viene da Taranto, nell’Italia meridionale, patria di un ragno lupo il cui morso era ritenuto dal popolo la causa del «tarantismo», una frenesia che si diceva guarisse ballando. In seguito l’inglese diede il nome ai grandi ragni pelosi americani.
Anorak (parola inglese)
📍 Groenlandia
Anorak viene dal groenlandese anoraq, una giacca impermeabile con cappuccio. L’inglese la adottò nel 1924, e negli anni Ottanta lo slang britannico la usava anche per indicare un nerd socialmente impacciato.
Hurricane (parola inglese)
📍 Caraibi (taíno)
«Hurricane» è una parola caraibica: gli esploratori spagnoli presero huracán dai taíno, un popolo di lingua arawak delle Indie Occidentali, e l’inglese la prese dallo spagnolo negli anni Cinquanta del Cinquecento.
Toboggan (parola inglese)
📍 Province marittime del Canada e Maine
Altro che Alpi: toboggan arrivò in inglese nel 1829 attraverso il francese canadese tabagane, da una parola algonchina per «slitta», come il mi'kmaq topaghan. Queste slitte piatte di legno trasportavano carichi sulla neve.
Tomato (parola inglese)
📍 Messico centrale
Lo spagnolo tomate viene da tomatl in nahuatl, la lingua degli Aztechi. L’Italia ricevette i primi pomodori solo intorno al 1548 e li chiamò pomi d’oro, «mele d’oro».
Tapioca (parola inglese)
📍 Costa nord-orientale del Brasile
Molto prima del bubble tea, i Tupi della costa brasiliana chiamavano tipi'óka, più o meno «sedimento», l’amido che si deposita dalla manioca spremuta. I coloni portoghesi adottarono la parola dopo il 1500, e la manioca stessa è originaria del Brasile.
Kangaroo (parola inglese)
📍 Cooktown, Queensland, Australia
Joseph Banks annotò «kanguru» nel 1770 nell’attuale Cooktown, dove si riparava la nave di Cook, dalla parola guugu yimithirr gangurru. La storia secondo cui significherebbe «non lo so» è un mito.
Taboo (parola inglese)
📍 Tonga
Il capitano Cook imparò «taboo» a Tonga nel 1777, quando alcuni nobili tongani invitati a cena non vollero mangiare perché per loro era tabù, cioè proibito. Parole simili esistono in tutta la Polinesia, come l’hawaiano kapu.